I 30 secondi che hanno deciso il destino

1–2 minuti

Qualche giorno fa abbiamo assistito, sgomenti, a un’immane tragedia.

Un aereo appena decollato dall’aeroporto di Ahmedabad e diretto a Londra è precipitato pochi minuti dopo il decollo. A bordo c’erano 241 passeggeri: uomini, donne, bambini. Ognuno con i propri sogni, progetti, appuntamenti da onorare, abbracci da dare, nuove strade da percorrere.

Ma per 240 di loro, il destino ha scelto un epilogo diverso. Improvviso. Ingiusto. Inaccettabile.

Eppure, in mezzo a quella distruzione, una sola vita si è aggrappata con forza all’esistenza. L’unico sopravvissuto. Un’anima rimasta in piedi tra le macerie, un cuore che ha continuato a battere quando tutto il resto si è fermato.

Quella sopravvivenza è un mistero. Ma è anche un messaggio.
Ogni giorno ci alziamo con i nostri pensieri, i nostri progetti, le nostre certezze.
Pensiamo di avere tempo.
Pensiamo di sapere dove stiamo andando.

Ma la verità è che non sappiamo cosa il destino ci riserva.
E proprio per questo, ogni attimo conta.
Ogni parola, ogni gesto, ogni abbraccio.

Perché finché siamo qui, nulla è scontato.
E la vita – anche quando fragile – resta il dono più grande che abbiamo.

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